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Il tartufo: chi se lo mangia, oltre a noi?

by MyLike   ·  2 anni ago  
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Non dobbiamo comunque prendercela troppo con gli animali che sono arrivati prima di noi al sospirato tartufo.

Cercare il tartufo non è semplice perché a volte si nasconde anche mezzo metro sotto terra. E allora, anche se il nostro fedele cane l’ha individuato, poi sta a noi scavare fino ad arrivare al prezioso e pregiato tubero. Possiamo, a volte, avere però brutte sorprese.

Ovvero scoprire che il tartufo è rovinato. Se non siamo stati noi, scavando, a renderlo così, possiamo iniziare a incolpare alcuni animali.

Non bisogna dimenticare infatti che l’uomo non è l’unico ghiotto di questo fungo, ma deve fare una sorta di gara con vari animali, tra cui citiamo il topo, le lumache, gli istrici, le nutrie, i cinghiali e caprioli. Non va dimenticato, in effetti, che fino a poco tempo fa la ricerca del tartufo si faceva in compagnia del maiale e non del cane.

 

Una curiosità proprio sul fatto che il tartufo è nutrimento per molti animali. I tartufai che hanno una certa età raccontano infatti che hanno iniziato con il loro hobby quando hanno cominciato a vedere che i maiali, portati a brucare sotto le querce, in realtà iniziavano a scavare e a mangiare quelli che allora sembravano strane patate nascoste sotto terra. Inizialmente, si pensava che mangiassero le radici degli alberi, ma il forte profumo portò i primi tartufai ad avvicinarsi a questo pregiato cibo e a mangiarlo. Con soddisfazione, naturalmente. Si può dire che è nata così la ricerca del tartufo.

Animali nemici-amici del tartufo

Non dobbiamo comunque prendercela troppo con gli animali che sono arrivati prima di noi al sospirato tartufo. Proprio loro, infatti, permettono alle spore del tartufo di spargersi attraverso le feci in nuove zone, micorizzando le piante che sono intorno. Se l’hobby della cavatura del tartufo ancora oggi è presente nel nostro territorio, e non solo, il merito va proprio ai maiali e agli altri animali amanti del tartufo.

 

Trovato il tartufo non integro, l’unica cosa da fare e proseguire nella ricerca, senza perdersi d’animo. E ricordando che a volte bisogna effettuare più uscite per trovarne di belli e pronti da mettere in tavola. Che siano neri o bianchi, a seconda della zona di ricerca. Tutti hanno l’inconfondibile profumo che non può che far innamorare. L’importante è ricordarsi sempre di rispettare l’ambiente circostante. Solo così in futuro si potrà continuare ad andare a cercare il tubero, in compagnia del fedele quattro zampe, a cui va dato sempre un premio quando ritrova un tartufo.

Giuliano Tartufi

Leader nel settore dei Tartufi, da più di 30 anni siamo specializzati nella produzione di specialità di Tartufo

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