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Tartufai: quanti sono in Italia

by MyLike   ·  2 anni ago  
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Vengono abilitati alla professione da regioni, province, Comunità montane e comuni. Si paga una tassa nazionale e una locale per poter operare, ma non dappertutto

In Italia, oggi, ci sono oltre 70 mila raccoglitori di tartufo abilitati alla professione da regioni, province, Comunità montane e comuni. C’è stato un forte aumento dagli anni ’80 fino a oggi, soprattutto lungo l’Appennino centro settentrionale e nella fascia pedemontana delle Alpi centro-orientali.

 

In alcune regioni, il tartufaio deve pagare ogni anno per svolgere la propria attività di ricerca del tartufo sul suolo nazionale: una parte del pagamento è rappresentata dalla tassa nazionale, con il tesserino che solitamente ha validità quinquennale, ma che in Emilia Romagna arriva a sei anni e in Lombardia addirittura a 10; la seconda parte del pagamento è rappresentata da una tassa locale di concessione annuale. In Friuli Venezia Giulia, Veneto, Lombardia e Provincia Autonoma di Trento questa tassa di concessione è stata abolita, in Campania si pagano fino a 185,92 euro.

 

A oggi, la quantità minima di tartufo utilizzata per definire un prodotto ‘al tartufo’ è del 3 per cento sul peso totale, e lo stesso prodotto può contenere aromi sintetici. Questi ultimi vengono utilizzati a volte per sostituire il prezioso e costoso tubero.

Le sanzioni per chi sgarra

Attenzione a sgarrare raccogliendo in modo illecito il tartufo. Chi è sprovvisto di tesserino d’idoneità, infatti, arriva a pagare una multa salata: se in Molise arriviamo a 250 euro, in Abruzzo saliamo addirittura a 6 mila euro. Solo due regioni italiane, invece, hanno adeguato la propria legislazione sull’abbattimento non autorizzato di piante tartufigene: in Abruzzo la sanzione va 100 a 700 euro a pianta, in Emilia Romagna tra 516 e 1.549 euro.

 

La commercializzazione di tartufi freschi al di fuori del periodo consentito costa invece un minimo di 400 euro in Molise e un massimo di 20 mila euro nelle Marche. Se viene tabellata senza l’autorizzazione da parte dell’ufficio competente, la Regione Umbria prevede per ogni tabella non apposta su idoneo palo una sanzione minima di 3 euro fino a un massimo di 26, in Piemonte si va da 516 a 5.170 euro.

 

Infine, citiamo la sanzione per il mancato rispetto del disciplinare per la produzione di piante micorizzate: in Emilia Romagna si va da mille a 6 mila euro, in Umbria per ogni pianta commercializzata, senza indicazioni, si va da 10 a 103 euro a pianta.

Giuliano Tartufi

Leader nel settore dei Tartufi, da più di 30 anni siamo specializzati nella produzione di specialità di Tartufo

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